Quello che vedremo ad AltaRoma.

Pochi giorni, precisamente meno due, ci dividono dall’inizio della nuova edizione della settimana dell’alta moda romana. Molte le difficoltà incontrate per realizzarla, ma nonostante ciò dando uno sguardo al calendario si percepisce, immediatamente, l’impegno, la tenacia e la passione che c’è dietro AltaRoma AltaModa.

AltaRoma

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Milan Men Fashion Week: “La famiglia è Amore” di Dolce & Gabbana.

Ieri, sabato 17 gennaio alle 14:00 è andata in scena l’idea di famiglia targata Dolce & Gabbana, facendo sfilare l’amore durante la settimana della moda milanese.

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Xi’an Fashion Week 2014: l’Alta Moda italiana sfila in Cina.

Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno nella perfetta location della Porta Sud, storico punto di arrivo della Via della Seta, per il secondo anno consecutivo l’Alta Moda italiana sfila in Cina, il 4-5 settembre, presso il Tang Dinasty Paradise di Xi’an, un parco a tema che riporta alla mente l’epoca florida e fastosa della dinastia Tang. 

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Waiting for… AltaRoma AltaModa!!!

L’attesa è agli sgoccioli, manca davvero poco all’inizio di AltaRoma AltaModa, manifestazione che insieme alla settimana parigina celebra l’Haute Couture nel mondo. Il sipario, su questa edizione, si alzerà sabato 12 luglio fino a martedì 15 luglio

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Quella poetica e magica metamorfosi visibile nelle sculture-gioiello di Pitian.

Non amo chi ricollega il termine “poesia” solo alla letteratura, dove l’insieme di parole, rime e suoni danno vita a qualche cosa di poetico, bensì io preferisco definire “poesia” anche un’opera pittorica dove l’insieme di pigmenti, uniti alla tela, all’intonaco o ad una tavola danno vita ad una sublime armonia, quell’armonia visibile e percepibile anche in una scultura dove dall’imponente marmo si liberano figure leggiadre e uniche, fino ad arrivare all’arte del gioiello, gioielli che attraverso un equilibrio perfetto di materiali, come il nobile oro o il discreto argento, di pesi e di colori si uniscono in una poesia silenziosa, a tratti religiosa e intimista, una poesia sacra.  Continua a leggere

Bride Show Dubai: “mediorientati” con Giada Curti.

“Mediorientami” fu la risposta della nostra, adorabile eroina, Carrie Bradshaw alla sua amica Samantha Jones nel film “Sex and the City 2” e, come lei, noi siamo stati “mediorientati” da Giada Curti nel Bride Show di Dubai. Lei che, con la giusta eleganza e l’impeccabile artigianalità che contraddistingue il suo atelier, continua la sua magnifica ascesa nel rappresentare l’eccellenza italiana nel Mondo; non a caso non ho sbagliato nell’inserirla nei miei “Re Magi della Moda”; difatti dopo l’evento per il lancio della Lamborghini Veneno Roadster, ad Abu Dhabi, a cui sono stati affiancati i suoi abiti, il grande successo ottenuto ad AltaRoma a gennaio con la sua collezione, primavera-estate 2014, “Portofino”, collezione che ha sfilato anche durante la New York Mercedes Benz Fashion Week, senza dimenticare che, nel giorno della celebrazione delle donne, ha ricevuto il premio Forza 8 per l’Internazionalizzazione del Made in Italy e ora non poteva mancare Dubai, città in cui il suo nome e il suo lavoro sono già molto conosciuti e stimati.

Mercoledì, 2 aprile Giada Curti Haute Couture e l’Atelier Curti sono stati i protagonisti assoluti durante l’apertura del Bride Show Dubai, una delle più importanti manifestazioni dedicate al wedding negli Emirati Arabi. Ad aprire la sfilata la romantica e magica collezione “Portofino” che con i suoi colori caldi e avvolgenti, come il sabbia nude, il rosso geranio e l’azzurro mare di Portofino, sono stati molto apprezzati dalle donne arabe. Ad accompagnare gli abiti un vero must-have di stagione: le GBag, realizzate in crochet tempestate di pietre dure, declinate nei colori dell’estate: giallo, arancio, bianco e azzurro. Il tutto impreziosito dai Bijoux Rise Up, realizzati dalle sapienti mani di Federica Donzelli.

La stilista Giada Curti dichiara:«Sono fiera e grata per tutto che mi sta accadendo; la mia ultima collezione, Portofino, ha suscitato moltissimo interesse, è stata apprezzata davvero da un capo all’altro del mondo, ha calcato la passerella della Mercedes Benz Fashion Week di New York, ed ora sarà apprezzata da un pubblico mediorientale come quello degli Emirati Arabi», continua sostenendo:«E’ davvero un’emozione unica poter rappresentare l’Italia, la cultura, la creatività e l’imprenditorialità in un Paese come Dubai, tanto lontano geograficamente, tanto vicino con la voglia di capire e scoprire noi italiani. Sono molto vicina al mondo arabo, anche dopo l’evento di lancio della Lamborghini Veneno ad Abu Dhabi, dove mi hanno accolto con calore e stima. Devo al Bride Show l’incontro con il mio local partner, grazie al quale sta nascendo l’Atelier Curti di Dubai, e magari, tra qualche tempo, anche quello di Abu Dhabi… dove le nostre spose potranno trovare le collezioni Giada Curti Haute Couture Sposa ed indossare anche la collezione evening.»

Personalità di spicco della cultura, della politica e della stampa locale e internazionale, presenti all’evento, hanno applaudito gli abiti da sposa e di Haute Couture presentati. La stampa locale ha apprezzato molto gli abiti da sposa ricamati dalle linee pulite e dettagli preziosi e fotografatissimo è stato l’abito da sposa color platino. Degno di nota, a mio parere, è il meraviglioso abito da sposa in pizzo e cristalli, che grazie all’inserimento delle piume rimanda agli anni ’20 e all’Art Déco. 

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(Immagini: Press Office Giada Curti Haute Couture)

Savage, denim e un tocco da romantic girl per il look di oggi.

Mi rendo conto, perfettamente, che siamo ad aprile e che le temperature iniziano lievemente ad alzarsi, ma nonostante ciò ci sono alcuni momenti della giornata, come la mattina quando raggiungiamo il nostro ufficio, o magari mentre ci dirigiamo verso una colazione di lavoro, oppure ritornando a casa sul tardi dopo un’apericena, e per non rischiare di non avere il capo giusto è preferibile indossare qualche cosa di più coprente e caldo. Se la prima motivazione è prettamente di prevenzione, la seconda non può non essere per moda, come dimenticare le apparizioni di Anna Dello Russo alle fashion week milanesi di settembre con stole in visone nei colori più disparati, nonostante ci fosse ancora gente stesa a prendere il sole sul lago di Como e chi passeggiava nel corso di Cortina con camicia e pullover, come Fendi che, per questa spring-summer 2014, ha pensato di rivestire la sue adorabili Peekaboo, interamente, con del voluminoso visone, e infine non si può non citare Miuccia che con il suo savoir-fair ci propone pellicce colorate come murales. Che sia per comodità o per prevenzione, per vezzo o per moda l’importante è non farci mancare la pelliccia, soprattutto per questi ultimi outfit prima di riporla nell’armadio. 

Proprio per questo il look di oggi ha come punto di forza un gilet di Michael Kors dalla pelliccia savage, nei toni del marrone, beige, fulvo e grigio con contorni in pelle e chiusure gold; sì proprio un gilet perché va bene il coprirsi, va bene anche l’essere fashion, ma ricordiamoci che siamo pur sempre ad aprile e non dobbiamo finire su Vogue Japan. La camicia denim con decorazioni sul colletto è perfetta per dare all’outfit una direzione urban, mentre l’oro rosa del bracciale rigido e il rosa delicato delle décolleté, in camoscio traforato, rendono il tutto rigoroso e molto romantic girl. Per concludere non possono mancare gli occhiali da sole effetto animalier dalla lente antracite sfumata e la maxi bag marrone in cuoio resistente, capiente e perfetta per affrontare una giornata fuori casa.

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Look: Camicia denim Asos Maison Scotch 140,46€; Bracciale Michael Kors 95$; Borsa V°73 Elisir Cuoio 320€; Gilet Michael Kors 1,600€; Occhiali Prada 210€; Décolleté Asos Peggy 42,14€.

Quello che non avrei voluto vedere nella Paris Fashion Week.

Durante la fashion week parigina si sono susseguite sulle numerose catwalks abiti da favola, creazioni scenografiche che definirle semplicemente abiti è riduttivo, in quanto la loro bellezza, perfezione e struttura architettonica le rende delle vere opere d’arte, e a questo punto come non citare Valentino, Elie Saab ed Iris van Herpen. Abbiamo assistito alla femminilità decisa, erotica e mai volgare di Riccardo Tisci per Givenchy, che ha reinventato il bon ton rendendolo attuale e, infine, le citazioni storico-artistiche di Lanvin che, attraverso l’Art-Déco degli anni ’20 unita all’espressione michelangiolesca del “non finito”, ha estasiato il fashion system. Invasi così da una quantità infinita di proposte meravigliose al punto che i nostri occhi, abituati al bello, si trovavano colti da un “beautiful loop”, ma nonostante ciò, a parer mio, sono stati presentati, anche, capi che non vorrei vedere e usare mai, accessori di indubbia comodità e scenografie alquanto insolite; e contrariamente a molte opinioni positive a riguardo io non posso non chiedermi:«Come fate ad approvare e a farvi piacere sempre tutto?!?!».

Iniziamo con gli “abiti armatura” di Yohji Yamamoto, lui che ha sostenuto:«Il mio abbigliamento vi protegge da sguardi indiscreti. La moda non può farvi sexy», lui che ancora non gli chiaro, e in questa collezione più delle altre, che nessuna donna vuole vestirsi indossando un gommone al posto del piumino, nessuna donna vuole giocare a nascondino con i passanti che dividono con lei il marciapiede, ma al contrario ogni donna vuole sentirsi, ed è a suo modo, femminile. Siamo sinceri, noi donne siamo femminili sin da piccoline, anche quando improvvisavamo nel corridoio della nostra casa sfilate con le décolletés e il lungo abito rosso rubato nell’armadio della mamma, inconsciamente abbinato al rossetto fucsia tipico negli anni ’80, ignare che un giorno quel colore shock sarebbe andato di moda con un outfit rosso per un look da star, ma noi star lo eravamo già! Quindi caro Yamamoto, spero non me ne voglia, ma noi donne continueremo a camminare sui nostri tacchi, a strizzare la nostra vita in affusolate gonne a vita alta e a portare lo chiffon sotto la pelliccia in pieno inverno.

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

Raf Simons, per Christian Dior, punta e riesce con gli abiti a parlarci di una donna nuova, energica e decisa, una donna sempre elegante in giacche a doppiopetto, femminile avvolta in cappotti dalle maniche lunghe fino al gomito e con abiti da sera dagli spacchi profondi. Una collezione, fin qui, armoniosa e dal chiaro stile Simons che punta sempre alla contemporaneità e al futuro, un’armonia che però vacilla quando osservando il look per esteso mi soffermo sulle scarpe e mi domando:«Perché?! Sì perché quel plateau?!». Mi rendo conto che la moda è essere sempre un passo avanti, unendo la classica Mary Jane alle scarpe da ginnastica con air, ma con quelle décollétes si rischia di essere scambiate per dei Power Rangers o, peggio che ci vada, per aver modificato il plateau con la famosa gomma da masticare Big Babol, sempre per ricordare gli anni ’80.

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

Alessandro Dell’Acqua nel suo debutto come direttore creativo per Rochas ha realizzato una collezione ricca e ricercata, dalle linee pulite ma dai tessuti preziosi, come il velluto dipinto a mano, la seta, il cashmere e lo chiffon, senza tralasciare le pietre e i cristalli che ornano gli abiti, le pieghe delle gonne e le scarpe. Tutto perfetto e di gran stile fino a quando non si intuisce una partnership con l’azienda leader nel settore della pulizia: la Vileda. Ebbene si, quei lunghi guanti in nappa non sembrano altro che i guanti casalinghi usati per fare le pulizie e per di più proposti in varie nuance, come l’arancione, l’azzurro, il rosa e soprattutto il giallo canarino, cavallo di battaglia dell’azienda dei famosi guanti. Anche tu, caro Alessandro, fai parte di quegli uomini che non abbandonano l’idea che noi donne dobbiamo sempre rassettare?! Prima o poi verrete puniti per questo, sappiatelo.

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

E’ cosa risaputa oramai, ogniqualvolta la signora Miuccia Prada realizza una collezione fa tendenza, come le pellicce con visi di donne stampati, chi non ne vorrebbe una?! O pensare di indossare, per il prossimo inverno, quegli abiti trasparenti abbinati a montoni over dai ciuffi di furs in rosso e giallo, che pur facendo tanto semaforo a noi non importa perché ce lo dice Miuccia. A Parigi, sfilando con Miu Miu propone una linea pratica, innovativa, come sempre, dalla forte spinta sporty e dall’esplosione del pvc. Il pvc che ci può anche stare in quanto essendo l’autunno una stagione piovosa non è un danno avere un soprabito di quel materiale, ma ciò che mi perplime sono i booties in pvc trasparente con tacco. Mi permetto di contraddirla cara Miuccia, ma quei booties non rassicurano per bellezza, ma soprattutto per comodità in quanto sappiamo tutti che quando piove l’aria è stracolma di umidità e l’effetto umidità unita al pvc crea quel liquido, naturale sì, ma scivoloso chiamato sudore che non è per nulla fashion. 

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Miu Miu, Fall-Winter 2014/2015

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Miu Miu, Fall-Winter 2014/2015

Nicolas Ghesquière, debuttando come direttore creativo da Louis Vuitton, fortemente voluto dalla figlia di Bernard Arnault, ha proposto linee semplici, rigorose e dal chiaro rimando agli anni ’60, a mio avviso tutto fa respirare un’idea trattenuta, dove si accenna ma non si rischia, ma nonostante ciò non possiamo non dar fiducia alla prima prova di Ghesquière, non possiamo neanche immaginare la grande responsabilità che ha sentito in questi mesi sapendo di dover sostituire il grande Marc Jacobs e prendere sulle sue spalle un marchio storico come LV, anche se un consiglio mi sento di dartelo, caro Nicolas, le borse bauletto che hai proposto, sono belle per i tessuti, per le lavorazioni e per le tonalità dei colori usati ed è risaputo che questo tipo di bag è un must-have ed è perfetta nella sua praticità, ma se le pensi e le realizzi orfane di un manico diventa magicamente scomoda e per nulla riservata, diventando non adatta ad assere aperta, perché appena si accenna il movimento della lampo si apre tutta sbrotolandosi, quindi ridacci indietro il secondo e tanto utile manico, grazie.

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

Infine, non poteva mancare Karl Lagerfeld, che in quanto a incompatibilità siamo secondi solo a Re Giorgio e alla Signora Wintour, ed è altrettanto risaputo e non smetterò mai di dirlo che il mio dissenso è inversamente proporzionato all’adorazione che provo per lui da Fendi. Finché avrò voce e una tastiera su cui scrivere, il mio pensiero su Chanel non sarà mai in linea con la maggior parte dei consensi, veri o finti, che leggerò e che ascolterò. Dopo Jeremy Scott che ha portato Moschino al McDonald’s con la sua fast-fashion, pensavamo di aver visto tutto, e invece, ecco che arriva Karl catapultando tutti in un supermarket, facendo sfilare le modelle in sneakers, quelle che per realizzarle occorrono 30 ore per paio, con cappotti over, dal tweed dall’aria quasi invecchiata e il completo rosa traforato, che con tutta onestà non credo assolutamente che la Signora Coco l’avrebbe mai proposto, come neanche le sneakers, nonostante praticasse la praticità. Quel tutto rigorosamente sporty ma di lusso, modificando e snaturando quello che Chanel è stato, è e sarà nel tempo, cioè sinonimo di stile ed eleganza. Inoltre, ricordo quelle scenografie avveniristiche, come la sfilata per la primavera-estate 2013, dove il Grand Palais di Parigi era invaso da pannelli solari e pale eoliche puntando tutto sul green, oppure la finta galleria d’arte per la sfilata primavera-estate 2014, ora, invece, l’idea di Karl era quella di portare la moda, quindi ciò che è costoso, in un ambiente di tutti i giorni, ma tutto ciò è incongruo perché si sa la moda ci piace e ci cattura proprio perché non è qualche cosa di comune, ma è sogno e scintillio e lo sappiamo tutti che Chanel non si troverà mai su uno scaffale accanto al detersivo e, con molta franchezza, vedere una 2.55 avvolta in un cellofan in una vaschetta a me fa una certa impressione (e mi ha ricordato le magliette della Libreria ArionEritrea a Roma), concludendo caro Karl, dopo questa sfilata hai autorizzato tutte queste squilibrate a “selfizzarsi” all’Esselunga, LIDL e il Simply. Ti sembra giusto?!?! A me, sinceramente, no!!!

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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(Immagini: marieclaire.it)

Paris Fashion Week: la commovente perfezione targata Valentino.

Quando a sfilare è Valentino si ha quella sana sensazione che ci avvolge, una sensazione che preannuncia l’arrivo di un momento magico dove l’arte suprema, che contraddistingue da sempre la Maison, si materializza in quegli abiti perfetti. 

Vedendo sfilare queste creazioni si ha l’impressione di assistere alla presentazione di tante collezioni in una, dove varie ispirazioni, varie realtà e vari mondi si uniscono in uno solo per dar vita all’universo Valentino. Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli per il prossimo autunno-inverno 2014/2015 partono dalla Pop Art italiana, dove Giosetta Fioroni era la figura emblematica di questa corrente artistica nella Roma degli anni ’60, donna energica e contro ogni convenzione, caratteristiche che rivivono nelle creazioni dei due designer, dove le fasce di colore si alternano a motivi geometrici con lunghezze che lasciano intravedere le gambe, il tutto sempre calibrato e dosato grazie alle lunghezze al ginocchio e gli stivali in pelle con catena. Successivamente, il ritmo cambia e lo stile si fa più rigoroso e lineare con cappe tenute da una fibbia di cuoio, colletti alti, camicie modellate e pantaloni larghi e dalla vita alta per una sensualità celata e monacale. Mutando ancora con abiti da sera in tulle e plissè dalla fantasia Arlecchino, per poi passare a cappe impreziosite da uccelli ricamati e coat avvolti di farfalle, per concludere con il gran finale di abiti dalle lunghezze totali con un tripudio di pizzo e chiffon arricchiti da farfalle, uccelli e fiori ricamati, senza dimenticare l’ultimo abito sul quale campeggia un folgorante cuore rosso, ennesimo riferimento alla Fioroni; quel simbolo “cuore” che riecheggia nelle sue opere nelle diverse sfumature di colore.

Noi addetti ai lavori ricorderemo questa sfilata, non solo per la collezione, ma anche per altro: Anna Wintour nel front row sceglie di sedersi e guardare la sfilata in seconda fila, magari con l’intento di privilegiare i suoi “uomini migliori“; definizione da lei stessa usata per giustificare la sua assenza alla sfilata di Re Giorgio a Milano; in questo caso alle sue “donne migliori”, alle quali ha ceduto il privilegio della prima fila, lasciando sorpresi tutti, compresa la sua vicina di posto e soprattutto, a mio parere, l’intero ufficio stampa di Valentino. E Suzy Menkes? Era lì in prima fila, arrivata quasi all’ultimo minuto; “inaugurando” quella catwalk che pochi secondi dopo avrebbe accolto le modelle; accompagnata al suo posto che, per via del ritardo, era già occupato, ma magicamente l’uomo misterioso in meno di un battito di ciglia si è volatilizzato nella seconda fila. Ma il momento più profondo e straordinario è avvenuto nel finale, quando i due designer hanno fatto il loro ingresso in passerella e dopo aver salutato il pubblico si avvicinano al loro Maestro Valentino Garavani, che con gli occhi lucidi abbraccia la Chiuri senza mollarla in segno di approvazione e gratitudine verso quel duo che porta e fa vivere nel mondo il glamour senza tempo del marchio da lui fondato. Sono sincera, mi sono commossa anch’io.

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(Immagini: marieclaire.it)

Paris Fashion Week: Givenchy, Emanuel Ungaro e Iris van Herpen.

Dopo aver decantato ed elogiato Elie Saab che con il suo raffinato tocco è capace di donare l’immortalità indossando i suoi abiti, Giambattista Valli che abilmente realizza capi architettonici ma delicati come fiori e le citazione dell’Art-Déco degli anni ’20 unita all’espressione michelangiolesca del “non finito” con Lanvin, ora è il momento di: Givenchy, Emanuel Ungaro ed Iris van Herpen.

Riccardo Tisci, direttore creativo di Givenchy, dichiara:”Questa collezione è dedicata ad una donna femminile e consapevole. Ho cercato quindi di rileggere il bon ton e di renderlo attuale, ovviamente a modo mio”, ed è esattamente quello che ha fatto e quello che traspare dai suoi capi, traspare sì, quella femminilità decisa, erotica e mai volgare attraverso tessuti morbidi e leggeri degli abiti in chiffon dalle non scollature, quasi monacali, le camicie trasparenti dalle cravatte contemporanee e le calze velate che si abbinano agli eleganti guanti in tulle, per una donna dallo spirito attuale, ma dallo stile e l’eleganza innata. Le pellicce sono lussuose e preziose, come quella dalle maniche vaporose e il busto arricchito di paillettes. Eleganti sono i pantaloni a vita alta con bande bianche applicate sulle tasche, come anche i cappotti dagli inserti di visone sul revers e di astrakan sulle maniche. Senza dubbio, è stata tra le collezioni più interessanti viste a Parigi in questa settimana della moda, ma soprattutto tra le più belle e riuscite di Riccardo Tisci, che dimostra anche in quest’occasione il suo grande talento, un talento italiano.

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

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Givenchy, Fall-Winter 2014/2015

Fausto Puglisi basa la sua terza collezione, per il prossimo inverno, targata Emanuel Ungaro sul contrasto, i volumi maschili come i cappotti oversize vengono accostati alle stampe floreali, mixando rigorosi pantaloni ampi con top in pelle e maniche in chiffon a pois e balze che esplodono su gonne abbinate a maxi felpe o maglioni da uomo con piume di marabù. Le pellicce sono opulente e bicolor. Anche i colori giocano sul contrasto, i toni scuri si alternano al bianco, al giallo, al rosso, al rosa fluo e al blu.

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Emanuel Ungaro, Fall-Winter 2014/2015

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Emanuel Ungaro, Fall-Winter 2014/2015

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Emanuel Ungaro, Fall-Winter 2014/2015

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Emanuel Ungaro, Fall-Winter 2014/2015

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Emanuel Ungaro, Fall-Winter 2014/2015

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Emanuel Ungaro, Fall-Winter 2014/2015

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Emanuel Ungaro, Fall-Winter 2014/2015

Infine, la designer olandese Iris van Herpen che presenta la sua collezione autunno-inverno 2014/2015, realizzando come sempre vere e proprie opere d’arte, dalla costruzione ardita e dallo studio rigoroso dei materiali, creando non solo semplici abiti, ma abiti scultorei. Le sue collezioni, tutte fatte a mano, vanno costantemente al di là della moda, esprimendo interessi verso altre forme d’arte accostata alla ricerca della tecnologia, come la stampa 3D. Una scenografia insolita è quella realizzata per la sua sfilata: le modelle sono sospese in confezioni sotto vuoto, come esseri embrionali e intorno sfila la collezione, realizzando una vera e propria performance. Si alternano abiti voluminosi che formano strutture architettoniche ad altri più leggeri che attraverso la loro ondulazione ricordano il movimento e i riflessi della luce sull’acqua.

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

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Iris van Herpen, Fall-Winter 2014/2015

(Immagini: marieclaire.it)