Una chiacchierata con la mia amica designer Angela Argirò.

In un precedente articolo (https://sostylishsbys.wordpress.com/2014/09/05/quando-una-tua-amica-stilista-angela-argiro-sfila-al-saturday-is-fashion/) vi parlai di una mia carissima amica Angela Argirò, una giovane designer che, il 6 settembre, ha partecipato all’evento “Saturday is Fashion“, avendo così l’opportunità di far sfilare le sue creazioni a Milano. Proprio qualche giorno fa mentre trascorrevamo un po’ di tempo insieme raccontandoci l’un l’altra, ho avuto l’idea di trasformare una nostra abituale e confidenziale chiacchierata in un’intervista, affinché possiate, anche voi, conoscere meglio lei e il suo lavoro. 

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Tutte le sfumature dell’eleganza senza tempo delle creazioni di Ludovica L’Amante.

Non amo chi confonde il concetto di beachwear associandolo all’adottare costumi micro, che danno più l’idea dell’invisibile che del visibile, o costumi di una taglia in meno che pattinano sul volgare essendo molto succinti; amo per questo chi, contrariamente, segue un’altra linea di pensiero, realizzando costumi dal taglio intimista e dal sapore misteriosocome la linea beachwear di Ludovica L’Amante, perché per lei, e per me, l’eleganza non va mai in vacanza.

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Un look delicato come i fiori e abbagliante come il laminato.

L’estate ormai è, decisamente, alle porte, non solo per il clima, difatti è ritornato a splendere il sole, ma anche perché ad annunciarlo è il calendario, in quanto il 21 giugno ci sarà il solstizio d’estate. Se la primavera è la stagione della rinascita, l’estate è, senza dubbio, quella della gioia, della spensieratezza, dello stupore e soprattutto della conquista; che sia la conquista della libertà o la conquista di un nuovo amore poco importa, in quanto entrambe le situazioni comportano quello stato di gioia e spensieratezza che ci porta a vivere questo nuovo stato con stupore, con un’unica e semplice spiegazione: conquistando e raggiungendo obiettivi conquistiamo noi stessi.

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Voglia di Espadrilles, voglia di Miss Hamptons.

Che noi donne amiamo in maniera sconsiderata i tacchi è cosa risaputa oramai, ma ciò non ci preclude di innamorarci e prendere cotte da sballo per scarpe senza tacco, senza perline e pietre preziose, senza l’effetto snake e prive del “mai più senza” pvc. Altrettanto risaputo è quel dono magnifico che décolletés, tronchetti e open toe, dal minimo tacco 12 cm, ci regalano rendendoci sensuali, femminili e dalla falcata sinuosa e disarmante come una pantera, o come chi si sta dirigendo alla sfilata di Valentino alla Paris Fashion Week. Continua a leggere

Quello che non avrei voluto vedere nella Paris Fashion Week.

Durante la fashion week parigina si sono susseguite sulle numerose catwalks abiti da favola, creazioni scenografiche che definirle semplicemente abiti è riduttivo, in quanto la loro bellezza, perfezione e struttura architettonica le rende delle vere opere d’arte, e a questo punto come non citare Valentino, Elie Saab ed Iris van Herpen. Abbiamo assistito alla femminilità decisa, erotica e mai volgare di Riccardo Tisci per Givenchy, che ha reinventato il bon ton rendendolo attuale e, infine, le citazioni storico-artistiche di Lanvin che, attraverso l’Art-Déco degli anni ’20 unita all’espressione michelangiolesca del “non finito”, ha estasiato il fashion system. Invasi così da una quantità infinita di proposte meravigliose al punto che i nostri occhi, abituati al bello, si trovavano colti da un “beautiful loop”, ma nonostante ciò, a parer mio, sono stati presentati, anche, capi che non vorrei vedere e usare mai, accessori di indubbia comodità e scenografie alquanto insolite; e contrariamente a molte opinioni positive a riguardo io non posso non chiedermi:«Come fate ad approvare e a farvi piacere sempre tutto?!?!».

Iniziamo con gli “abiti armatura” di Yohji Yamamoto, lui che ha sostenuto:«Il mio abbigliamento vi protegge da sguardi indiscreti. La moda non può farvi sexy», lui che ancora non gli chiaro, e in questa collezione più delle altre, che nessuna donna vuole vestirsi indossando un gommone al posto del piumino, nessuna donna vuole giocare a nascondino con i passanti che dividono con lei il marciapiede, ma al contrario ogni donna vuole sentirsi, ed è a suo modo, femminile. Siamo sinceri, noi donne siamo femminili sin da piccoline, anche quando improvvisavamo nel corridoio della nostra casa sfilate con le décolletés e il lungo abito rosso rubato nell’armadio della mamma, inconsciamente abbinato al rossetto fucsia tipico negli anni ’80, ignare che un giorno quel colore shock sarebbe andato di moda con un outfit rosso per un look da star, ma noi star lo eravamo già! Quindi caro Yamamoto, spero non me ne voglia, ma noi donne continueremo a camminare sui nostri tacchi, a strizzare la nostra vita in affusolate gonne a vita alta e a portare lo chiffon sotto la pelliccia in pieno inverno.

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

Raf Simons, per Christian Dior, punta e riesce con gli abiti a parlarci di una donna nuova, energica e decisa, una donna sempre elegante in giacche a doppiopetto, femminile avvolta in cappotti dalle maniche lunghe fino al gomito e con abiti da sera dagli spacchi profondi. Una collezione, fin qui, armoniosa e dal chiaro stile Simons che punta sempre alla contemporaneità e al futuro, un’armonia che però vacilla quando osservando il look per esteso mi soffermo sulle scarpe e mi domando:«Perché?! Sì perché quel plateau?!». Mi rendo conto che la moda è essere sempre un passo avanti, unendo la classica Mary Jane alle scarpe da ginnastica con air, ma con quelle décollétes si rischia di essere scambiate per dei Power Rangers o, peggio che ci vada, per aver modificato il plateau con la famosa gomma da masticare Big Babol, sempre per ricordare gli anni ’80.

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

Alessandro Dell’Acqua nel suo debutto come direttore creativo per Rochas ha realizzato una collezione ricca e ricercata, dalle linee pulite ma dai tessuti preziosi, come il velluto dipinto a mano, la seta, il cashmere e lo chiffon, senza tralasciare le pietre e i cristalli che ornano gli abiti, le pieghe delle gonne e le scarpe. Tutto perfetto e di gran stile fino a quando non si intuisce una partnership con l’azienda leader nel settore della pulizia: la Vileda. Ebbene si, quei lunghi guanti in nappa non sembrano altro che i guanti casalinghi usati per fare le pulizie e per di più proposti in varie nuance, come l’arancione, l’azzurro, il rosa e soprattutto il giallo canarino, cavallo di battaglia dell’azienda dei famosi guanti. Anche tu, caro Alessandro, fai parte di quegli uomini che non abbandonano l’idea che noi donne dobbiamo sempre rassettare?! Prima o poi verrete puniti per questo, sappiatelo.

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

E’ cosa risaputa oramai, ogniqualvolta la signora Miuccia Prada realizza una collezione fa tendenza, come le pellicce con visi di donne stampati, chi non ne vorrebbe una?! O pensare di indossare, per il prossimo inverno, quegli abiti trasparenti abbinati a montoni over dai ciuffi di furs in rosso e giallo, che pur facendo tanto semaforo a noi non importa perché ce lo dice Miuccia. A Parigi, sfilando con Miu Miu propone una linea pratica, innovativa, come sempre, dalla forte spinta sporty e dall’esplosione del pvc. Il pvc che ci può anche stare in quanto essendo l’autunno una stagione piovosa non è un danno avere un soprabito di quel materiale, ma ciò che mi perplime sono i booties in pvc trasparente con tacco. Mi permetto di contraddirla cara Miuccia, ma quei booties non rassicurano per bellezza, ma soprattutto per comodità in quanto sappiamo tutti che quando piove l’aria è stracolma di umidità e l’effetto umidità unita al pvc crea quel liquido, naturale sì, ma scivoloso chiamato sudore che non è per nulla fashion. 

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Miu Miu, Fall-Winter 2014/2015

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Miu Miu, Fall-Winter 2014/2015

Nicolas Ghesquière, debuttando come direttore creativo da Louis Vuitton, fortemente voluto dalla figlia di Bernard Arnault, ha proposto linee semplici, rigorose e dal chiaro rimando agli anni ’60, a mio avviso tutto fa respirare un’idea trattenuta, dove si accenna ma non si rischia, ma nonostante ciò non possiamo non dar fiducia alla prima prova di Ghesquière, non possiamo neanche immaginare la grande responsabilità che ha sentito in questi mesi sapendo di dover sostituire il grande Marc Jacobs e prendere sulle sue spalle un marchio storico come LV, anche se un consiglio mi sento di dartelo, caro Nicolas, le borse bauletto che hai proposto, sono belle per i tessuti, per le lavorazioni e per le tonalità dei colori usati ed è risaputo che questo tipo di bag è un must-have ed è perfetta nella sua praticità, ma se le pensi e le realizzi orfane di un manico diventa magicamente scomoda e per nulla riservata, diventando non adatta ad assere aperta, perché appena si accenna il movimento della lampo si apre tutta sbrotolandosi, quindi ridacci indietro il secondo e tanto utile manico, grazie.

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

Infine, non poteva mancare Karl Lagerfeld, che in quanto a incompatibilità siamo secondi solo a Re Giorgio e alla Signora Wintour, ed è altrettanto risaputo e non smetterò mai di dirlo che il mio dissenso è inversamente proporzionato all’adorazione che provo per lui da Fendi. Finché avrò voce e una tastiera su cui scrivere, il mio pensiero su Chanel non sarà mai in linea con la maggior parte dei consensi, veri o finti, che leggerò e che ascolterò. Dopo Jeremy Scott che ha portato Moschino al McDonald’s con la sua fast-fashion, pensavamo di aver visto tutto, e invece, ecco che arriva Karl catapultando tutti in un supermarket, facendo sfilare le modelle in sneakers, quelle che per realizzarle occorrono 30 ore per paio, con cappotti over, dal tweed dall’aria quasi invecchiata e il completo rosa traforato, che con tutta onestà non credo assolutamente che la Signora Coco l’avrebbe mai proposto, come neanche le sneakers, nonostante praticasse la praticità. Quel tutto rigorosamente sporty ma di lusso, modificando e snaturando quello che Chanel è stato, è e sarà nel tempo, cioè sinonimo di stile ed eleganza. Inoltre, ricordo quelle scenografie avveniristiche, come la sfilata per la primavera-estate 2013, dove il Grand Palais di Parigi era invaso da pannelli solari e pale eoliche puntando tutto sul green, oppure la finta galleria d’arte per la sfilata primavera-estate 2014, ora, invece, l’idea di Karl era quella di portare la moda, quindi ciò che è costoso, in un ambiente di tutti i giorni, ma tutto ciò è incongruo perché si sa la moda ci piace e ci cattura proprio perché non è qualche cosa di comune, ma è sogno e scintillio e lo sappiamo tutti che Chanel non si troverà mai su uno scaffale accanto al detersivo e, con molta franchezza, vedere una 2.55 avvolta in un cellofan in una vaschetta a me fa una certa impressione (e mi ha ricordato le magliette della Libreria ArionEritrea a Roma), concludendo caro Karl, dopo questa sfilata hai autorizzato tutte queste squilibrate a “selfizzarsi” all’Esselunga, LIDL e il Simply. Ti sembra giusto?!?! A me, sinceramente, no!!!

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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(Immagini: marieclaire.it)

Milano Fashion Week: Blumarine, Versace, Luisa Beccaria, Roberto Cavalli e Philipp Plein.

Oggi, 24 gennaio, si è conclusa la settimana della moda milanese e l’attenzione di tutto il fashion system è già rivolta verso l’imminente fashion week parigina, ma nonostante ciò non possiamo non continuare a tenere d’occhio i look che sono stati proposti, a Milano appunto, per il prossimo autunno-inverno 2014/2015.

Iniziamo con Blumarine, dove già dalle prime uscite si percepisce un’aria di cambiamento, difatti Anna Molinari sposta l’ago della bilancia abbandonando quella costante romantica che ha, da sempre, contraddistinto le sue collezioni, puntando su un mood più sensuale e sexy. Sfilano abiti dal taglio kimono resi preziosi dai ricami in rilievo nel folgorante oro, e anche abiti arricchiti da inserti in pelliccia e le scollature si fanno vertiginose sui minidress. La notte si illumina di riflessi gold e si alternano abiti dalle lunghezze totali ai mini in lamé e pizzo.

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Donatella Versace, per creare questa collezione ha, come di consueto, rispolverato nell’archivio Versace, più precisamente nell’archivio di Gianni rivisitando a suo modo e riportando sulla passerella il taglio a sbiego, a lui tanto caro; è un taglio che esalta la silhouette non aderendo molto alla figura. Sfilano, ahimè, modelle dalle sembianze di Donatella, con abiti colorati e tailleur asciutti con la doppia fila di bottoni in oro tipicamente ispirato all’uniforme militare, chiaramente visibile anche nelle nappine sulle spalle, un vero esercito di Donatelle! Oh Gianni, quanto mi manchi!!!

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Abiti dai colori tenui e delicati come il cipria, l’avorio, il lilla, il grigio, fino ad arrivare all’oro e al nero, è questa la palette utilizzata da Luisa Beccaria per creare una collezione, autunno-inverno 2014/2015, romantica e principesca. Per il giorno la lunghezza si ferma al ginocchio per uno stile ricercato e bon ton, mentre per la sera gli abiti adottano lunghezze maggiori per capi importanti dai tessuti impalpabili come il tulle e il plissè, dall’eleganza divina.

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Per Roberto Cavalli l’ispirazione per la sua nuova collezione arriva dagli anni ’20 dove le stole in pelliccia, le piume, i cristalli e le frange si alternano alle stampe animalier e ai completi in rettile dal taglio maschile, elementi costanti nel DNA del brand, creando una linea sexy destinata ad una donna determinata e forte, una donna dall’animo savage. Interessante la scenografia: le modelle sfilavano intorno ad un cerchio infuocato.

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Giacche e pantaloni di pelle, abiti con balze, motivi tartan, jeans strappati, pellicce di visone, bustir di pelle con le stelle ben in vista e bikers invasi di swarovski, questa è la collezione di Philipp Plein presentata a Milano, dai chiari richiami al Texas e alle cowgirl.

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(Immagini: cameramoda.it)

Milano Fashion Week: Gucci, Alberta Ferretti e Fausto Puglisi.

La Milano Fashion Week è iniziata ieri, 19 febbraio, e già nella sua prima giornata la kermesse moda donna ha proposto e suggerito nuovi trend e nuovi stili da adottare per il prossimo autunno-inverno 2014/2015. Maison storiche e giovani brand, si alterneranno in questa Milano assediata e affamata di novità per una full immersion nel fashion system, seguendo chi il proprio DNA e chi, al contrario, rivoluzionando e sviscerando gli antichi stilemi per riscoprire una nuova essenza, come è accaduto a Gucci.

Frida Giannini, direttore creativo di Gucci, con quest’ultima collezione corona quel percorso che aveva intrapreso con il marchio per riportarlo alla sua vera essenza. Un’essenza lontana dall’era Tom Ford che aveva reso il marchio emblema della sessualità, certamente un’era dal messaggio forte e tremendamente sexy, ma allo stesso tempo tremendamente indimenticabile. La Giannini, con gli anni e appunto con le ultime creazioni, ha cercato di spostare il campo visivo sulla sensualità, dichiarando:”Vorrei dare alle donne un abito per essere belle ed eleganti per se stesse, non per gli altri, non per gli uomini”. La nuova donna Gucci riparte dagli anni ’60, proponendo una linearità e una pulizia visibile nei tagli e nelle strutture delle sue creazioni, caratteristiche declinate anche nelle bags, dove sia la classica a spalla con chiusura centrale in metallo e sia la pochette presentano forme pulite. Interessanti le furs come quella dal pelo selvaggio, resa docile dal delicato rosa e quelle in spumeggiante color candy. I mocassini si trasformano in rigidi stivali in pitone dal portabile tacco per il giorno, passando, successivamente, al tacco 10cm per la sera. Senza dubbio, la nuova essenza Gucci è bon ton, elegante, sensuale come la voleva la Giannini, ed estremamente giovane, difatti alcuni look li immagino indossati da ragazze in un college british o da giovani donne in carriera, look lussuosi di un lusso non ostentato.

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Gucci, Fall-Winter 2014/2015

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Gucci, Fall-Winter 2014/2015

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Gucci, Fall-Winter 2014/2015

Lei, Alberta Ferretti, restando sempre legata al suo stile ogni volta riesce a regalarci un viaggio nel suo sogno, difatti guardando le sue creazioni ci si sente trasportati in un universo parallelo fatto di boschi e principesse. Le sue creazioni, prendendo in prestito i colori della terra come il verde, il marrone, passando poi, successivamente, all’arancio, il bordeaux e concludendo con il nero, si impreziosiscono di piume, come accade ai classici tubini, e di applicazioni di tessuto che simulano la corteggia. La collezione si declina dai capi dal leggero e delicato pizzo con sensuali trasparenze ai maglioni in lana con decori preziosi, dai lunghi cappotti riccamente lavorati, arricchiti da vistose collane con maxi perle a più giri, ai sandali con calzini di lana, rigorosamente a coste, terminando il tutto con gli abiti da sera, sempre eleganti, sensuali e fiabeschi.

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

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Alberta Ferretti, Fall-Winter 2014/2015

Un altro sogno è quello che ci riserva il grande Fausto Puglisi, ma un sogno decisamente più contemporaneo, più rock e pop. La Statua della Libertà si staglia su t-shirt e felpe, tutto è perfettamente geometrico e caleidoscopico dalla cornice che custodisce il viso della statua alle gonne, dagli abiti alle giacche in pelle dove le geometrie vengono disegnate dalle borchie dorate e dai cristalli. I cappotti sono intarsiati e i biker ricamati, le gonne sono affusolate o a corolla. I toni di colore vanno dal glicine al nero, dal giallo al rosso vermiglio e dal bianco al turchese. Le donne Puglisi, che molto ricordano le donne di Gianni Versace, sono femminili e consapevoli di esserlo.

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Fausto Puglisi, Fall-Winter 2014/2015

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Fausto Puglisi, Fall-Winter 2014/2015

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Fausto Puglisi, Fall-Winter 2014/2015

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Fausto Puglisi, Fall-Winter 2014/2015

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Fausto Puglisi, Fall-Winter 2014/2015

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Fausto Puglisi, Fall-Winter 2014/2015

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Fausto Puglisi, Fall-Winter 2014/2015

(Immagini: cameramoda.it)

“Roma Fashion White”: la notte si tinge di bianco.

Lunedì, 18 novembre, nella splendida cornice della Chiesa Episcopale di San Paolo Entro le Mura di Roma, è andata in scena una delle manifestazioni di punta del panorama wedding:”Roma Fashion White“. La manifestazione, giunta ormai alla VII edizione, è prodotta dalla Together Eventi Comunicazione. L’obiettivo di quest’anno è stato quello di puntare sulle Maison di Roma e del Lazio, puntando sulla loro artigianalità, costante punto di forza nella creazione degli abiti, abiti creati a mano con la rigorosità e la sartorialità che distingue, da sempre, questi Atelier famosi per le loro creazioni a livello internazionale.

Perfetta è la scelta della location, difatti se per alcuni il commento sarebbe:”che ovvietà far sfilare abiti da sposa in una chiesa”, la risposta di molti sarebbe:”quale miglior luogo se non una chiesa“, sì una chiesa il luogo più adatto per l’abito bianco, proprio per questo la scelta di far sfilare gli abiti da sposa nella navata di San Paolo Entro le Mura sarà stata anche una scelta semplice e logica, ma è stata anche la più vincente.

Ad aprire la serata, facendo da colonna sonora alla prima sfilata, l’overture dell’orchestra “Orpheus” diretta dal Maestro Alessandro Maietta. Gli Atelier, otto per la precisione, si sono alternati facendo emozionare e sognare i futuri sposi e non grazie all’eleganza e allo stile unico proposto da ogni collezione. L’Atelier DreamSposa, della stilista Sabrina Maietta, punta sulla tradizionalità, strizzando l’occhio verso il nuovo, donando agli abiti un tocco distintivo e d’innovazione: il tocco noir. A seguire il romanticismo di Anna Tumas, dove le trasparenze, i pizzi e i drappeggi si fondono insieme per dar vita ad abiti impalpabili per spose raffinate. I ricami e le piume sono i protagonisti assoluti nella collezione di RoccoRada Spose, mentre Marsil punta sull’eleganza senza tempo dello stile bon ton. Sonia Lupo stupisce tutti facendo sfilare le sue spose in turbante e a piedi nudi, che per questa collezione “Sogno Africano” si è lasciata ispirare da questo meraviglioso continente, dove i richiami sono visibile nei tessuti e nei colori degli abiti. Le 2 Isole prendono spunto dalle loro origini isolane creando una capsule collection dai tessuti broccati. Per l’Alta Moda Uomo sfila la Maison Fabio Litrico prestigiosa per la sua tradizionalità sartoriale, infine, per concludere l’Haute Couture di Mauro Gala che con i veli, i pizzi e il tulle rende le spose eternamente uniche.

La serata ha dato anche spazio a riconoscimenti importanti, premiando professionisti della moda che lavorano da anni nel settore.

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Michele Simolo, Photographer

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Gianluca Palma, Photographer

Il “Buongiorno” si vede dalle scarpe. Max Clan Campaign Fall-Winter 2013/2014.

Un nuovo mese, ottobre, è arrivato in punta di piedi, ma il suo arrivo è accompagnato da nuove idee, nuovi progetti e nuovi lavori, come la Campaign Fall-Winter 2013/2014 per il brand Max Clan.

Dopo aver preso la mia colazione a portar via, attraversando, con il mio tacco 10, mezza Roma, con metro e autobus, sotto un cielo colmo di nuvole pronte a buttar giù un diluvio, mangiavo qualcosa che aveva la consistenza della gommapiuma spacciato per croissant, mi domandavo:”Come mai nella capitale non esiste ancora Starbucks?!?!”, e nello stesso tempo riflettevo su quanto la mattinata fosse partita, decisamente, male, anche se riuscivo a percepire una leggera positività. Sì, quella positività, quel sorriso stampato sul viso, quando sai che quella giornata di lavoro sarà stupenda, perché la campaign per l’imminente autunno-inverno 2013/2014 vedrà protagoniste le scarpe. Le scarpe di Max Clan.

Max Clan Roma è un brand italiano, nato nel 2006, dall’idea di Kasia Zurakowska, proprietaria del marchio. Kasia che in passato ha lavorato nel mondo della moda come modella, da qualche tempo è una giovane imprenditrice. Il suo marchio realizza scarpe e borse, che si rivolgono a una donna giovane, ironica e maliziosa, una donna attenta ai trend della moda che punta ad essere elegante anche nel quotidiano e con un occhio rivolto alla comodità. Inoltre, le calzature Max Clan sono state, spesso, indossate da star italiane e scelte anche in numerose produzioni cinematografiche.

Le shoes proposte, da Max Clan, per questa stagione spaziano dalle décolleté e i tronchetti con cinturino dai tacchi vertiginosi e di una sensualità disarmante, agli stivali da cavallerizza in pelle o in camoscio bicolor dall’aria ironica, passando per i tronchetti dallo stile urban perfettamente adatti per affrontare il caos della città, fino alle ballerine dal piccolo tacco che donano alla gamba un accenno di slancio per un look sempre bon ton.

Io, personalmente, non ho resistito e le ho provate tutte… decisamente meravigliose, raffinate, eleganti e comode. Se questo è il “Buongiorno“, allora voglio svegliarmi sempre così, tra le SCARPE!!!

Yuliya Galycheva: photographer; Theo Diamantiou: assistant; Ori ‘O’: Hair & Make up.

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