Roma – Amsterdam.

24 Maggio 2016   h: 15:11                                                                                                                                      

Volo Alitalia       Roma – Amsterdam     07A  

Altro aereo, altro volo e ancora un’ora prima di atterrare nuovamente in Olanda. Seduta nel mio posto 07A, rigorosamente finestrino, dopo aver divorato tre magazine, ovviamente di moda, apro la mia borsa Zara, che adoro così tanto che non me ne separo mai, tiro fuori una biro, apro freneticamente una delle riviste cercando uno spazio in cui scrivere tra i trafiletti vuoti e sulla pagina bianca e rosa della pubblicità della crema Vichy inizio a buttare giù i miei pensieri. Guardo fuori e il mio sguardo viene invaso e accecato dal bianco ottico delle nuvole, nuvole rese bruciate dal sole, come quando si osserva una fotografia dopo che qualcuno ha fatto un uso smodato e sconsiderato di photoshop; a tratti distolgo lo sguardo mentre altre mi lascio accecare non solo gli occhi, ma anche la mente.

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AltaRoma: l’eleganza sussurrata di Greta Boldini.

La nona edizione del “Who Is On Next?“, dove arrivarono tra i finalisti, fu per loro un trampolino di lancio, un lancio per nulla effimero e senza significato, perché da lì iniziò la vera avventura nel fashion system per il duo formato da Michela Musco e Alexander Flagella, le anime e le menti del brand Greta Boldini. Dopo il “WION” presentarono la loro collezione Fall-Winter 2014/2015 nella scorsa edizione delle sfilate capitoline stupendo tutti con il loro stile iconico, uno stile confermato, con la collezione Spring-Summer 2015, nella appena trascorsa XXV edizione di AltaRoma

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AltaRoma: “mediorientati” con Giada Curti e la sua collezione Shukran.

Nonostante sia passato qualche giorno, ormai, da AltaRoma e dalla sfilata di Giada Curti Haute Couture, ogni qualvolta che il pensiero mi porta a percorrere quella serata l’emozione puntualmente si presenta con la stessa intensità e a tratti anche più vivace.

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Shukran: la collezione di Giada Curti per ringraziare gli Emirati Arabi.

Mancano meno di due giorni all’apertura della XXV edizione di AltaRoma e, nonostante sia in corso l’Haute Couture parigina, non si può sorvolare sulle anticipazioni che si vedranno sfilare sulle passerelle capitoline, una su tutte: Giada Curti Haute Couture.

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Look di oggi: turbante e stampe per un week end al sapore di salsedine.

Questi sono giorni ideali per allontanarsi dal caos urbano e prendersi una pausa in un luogo tranquillo, sospeso e distaccato dalla realtà, magari su un’isola facendosi avvolgere da quel sapore di salsedine, che come un delicato messaggero annuncia l’imminente arrivo dell’estate. Proprio su un’isola, tra passeggiate e aperitivi in piazzetta, tra shopping e cene in barca ho immaginato il look di oggi, un look dai toni vivaci, stampe che contrapponendosi si completano, accessori da vera it-girl e gioielli ricercati e unici.  Continua a leggere

Look di oggi: non solo sporty, ma chic strizzando l’occhio alla jungle.

Questo clima primaverile, dall’aria fresca e pulita, con il sole che splende in un cielo dall’azzurro intenso, ci fa sentire l’esigenza di sentirci leggere e libere, facendoci convertire a quella religione, praticata da me assai poco, conosciuta come: la praticità. Ebbene sì, non sarò una praticante assidua, ma pian piano, non dico che abbandonerò i miei amati tacchi, questo giammai, ma qualche giro in stringate lo faccio volentieri, in quanto oltre ad essere very cool sono anche molto confortevoli. 

Chiariamo, immediatamente, un concetto basilare: essere devote alla praticità non vuol dire uscire di casa né con il mollettone arancione tra i capelli, che solo il pensiero vi denuncerei per lesioni alla mia retina, o peggio mi sento, con il nido del cuculo, né tanto meno con la prima tuta acetata tanto in voga negli anni ’90, e non insinuate, minimamente, che così siete acqua e sapone che altrimenti finisce male. Optare per un look pratico richiede comunque attenzione, senso del gusto, ricercatezza dei capi e il giusto mix di accessori, che con i loro tratti insoliti rendono l’outfit unico e personale.

Per il look di oggi non c’è nulla di meglio che indossare una jumpsuit di jeans, una di quelle che tanto ricordano le tute da officina, dalle linee morbide e dalle tasche capienti, abbinata alla sneakers must-have del momento: l’Air Force 1 di Riccardo Tisci x Nike, in versione nera che con i suoi fasci di colori ricordano la sua collezione spring-summer 2014. Altro punto di forza è il soprabito, precisamente un bomber capo di punta per la stagione primaverile, in questo caso la scelta è caduta sul bomber di Philipp Plein, che pensandolo nei toni metallizzati lo ha rivisitato in chiave futuristica. Il tutto, sapientemente, arricchito dagli accessori che definiscono il look, come i sofisticati occhiali, la capiente shopper e l’anello con pantera di Nach Bijoux, per uno stile sporty-chic e un po’ savageQuello stile dal sapore finto trascurato, ma che in realtà nasconde una cura maniacale del particolare. 

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Look: Bomber Philipp Plein; Bag Jet Set Medium Michael Kors 298$; Orologio Vivienne Westwood 238,78€; Jumpsuit jeans Zara 49,95€; Air Force 1 Nike + R.T. by Riccardo Tisci dalle 200 alle 350€; Anello Nach Bijoux 80€; Occhiali Tom Ford; Bracciale River Island 10€.

Dress Well: unicità, contemporaneità e tradizione in un unico brand.

Inizio citando e ringraziando la mia cara amica Francesca, lei che ha avuto la brillante idea di farmi incontrare e conoscere una giovane designer, ma soprattutto una giovane donna. Giovane sì, e non solo per i suoi ventitré anni, ma dalla giovinezza sincera e cristallina visibile nell’entusiasmo e nella voglia di fare, ma nello stesso tempo scalpita la forza, la determinazione e quella devozione religiosa verso il suo progetto “Dress Well“, caratteristiche presenti in quelle Donne che credono, studiano e lottano per lo loro realizzazione e che sentono, fortemente, che quel percorso è e sarà la loro strada.  

Lei, Jessica Buonanno, ci accoglie nella sua casa e immediatamente iniziamo, con lei, una piacevole chiacchierata, dove si racconta ripercorrendo il suo percorso di studi, la nascita della sua linea Dress Well, le sue ambizioni e non solo. Le sue idee erano già chiare da bambina, sapeva con fermezza cosa le piaceva e avrebbe fatto da grande, iniziò giocando nel modificare capi discostandosi dalla massa, passando, successivamente, nel modellare pezzi di stoffa direttamente sul proprio corpo dando vita ad abiti dalle linee nuove, puntando alla realizzazione di qualche cosa di unico. L’unicità, termine che lei stessa sostiene di amare ed è l’eterna costante che si percepisce nelle sue creazioni. La sua formazione inizia a Priverno (LT) all’Istituto d’Arte con indirizzo “Gioielli“, dove la minuziosa precisione, la cura del particolare e la saggia opulenza di questi preziosi oggetti le ampliano il suo bagaglio culturale, che la indirizza, successivamente, verso l’Accademia Altieri di Roma. Lì aumentano le sue conoscenze, non solo nello studio del disegno e le varie fasi che comporta, ma anche la creazione di cartamodelli e prototipi, fino alla realizzazione vera e propria di un capo. L’Accademia è stata anche un trampolino di lancio per Jessica, difatti per concludere il percorso di studio ha realizzato la sua prima collezione “Il volume dell’ombra” della linea Dress Well. Sfogliamo, insieme a lei, il suo portfolio e mentre ci parla della collezione i suoi occhi brillano e ci trasmettono passione, quella passione che inevitabilmente mette nel suo lavoro, sintomo di chi lo fa per vocazione; “Il volume dell’ombra” è una collezione coraggiosa e dal forte impatto visivo, è una collezione pretenziosa, ma nel senso positivo, perché ben venga chi ha molte cose da esprimere, difatti è chiaramente percepibile l’intensa ricerca e il profondo studio fatto per realizzarla. Nel 2013 partecipa e vince il concorso “Emozioni di Ponza” con la collezione “Ponza, fiore Mediterraneo“, guadagnandosi i complimenti di Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda, e inoltre, aggiudicandosi la borsa di studio nella Maison Trussardi. “Ponza, fiore Mediterraneo” è una collezione dai colori forti, dove il viola e il fucsia si accostano bilanciati insieme dal tocco giallo acido, quei contrasti non solo nei colori, ma anche nell’uso dei materiali, difatti la pelle e il tessuto tecnico si alleggeriscono con l’organza trasparente e l’organza cangiante, per una collezione, a mio avviso, avveniristica, forse proprio questa la caratteristica che ha colpito Boselli. Infine, abbiamo avuto modo di guardare e toccare con mano la nuovissima collezione “L’Oriente immerso nell’Underground” per l’imminente primavera-estate 2014, è una collezione, per lui e per lei, ricca di riferimenti dove il passato e la tradizione orientale si mescolano con la contemporaneità dalla forte spinta sporty, come la camicia di jeans con collo alla coreana e con dettagli damascati, sono capi dalla linearità definita e minimal, per un look confortevole e decisamente sporty-chic. Vero must-have della collezione è, senza dubbio, l’elegante turbante, proposto in bianco gesso e rosa cipria, perfetto per una serata estiva in riva al mare.

Per info:

Dress Well: https://www.facebook.com/dresswellclothing

Mail: buonanno.jessica@libero.it

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Dress Well, “Il volume dell’ombra”

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Dress Well, “Il volume dell’ombra”

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Dress Well, “Il volume dell’ombra”

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Dress Well, “Il volume dell’ombra”

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Dress Well, “Il volume dell’ombra”

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Dress Well, “Ponza, fiore Mediterraneo”

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Dress Well, “Ponza, fiore Mediterraneo”

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Dress Well, “Ponza, fiore Mediterraneo”

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Dress Well

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Dress Well

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Dress Well

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Dress Well

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Dress Well, “L’Oriente immerso nell’Underground”

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Dress Well, “L’Oriente immerso nell’Underground”

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Dress Well, “L’Oriente immerso nell’Underground”

Quello che non avrei voluto vedere nella Paris Fashion Week.

Durante la fashion week parigina si sono susseguite sulle numerose catwalks abiti da favola, creazioni scenografiche che definirle semplicemente abiti è riduttivo, in quanto la loro bellezza, perfezione e struttura architettonica le rende delle vere opere d’arte, e a questo punto come non citare Valentino, Elie Saab ed Iris van Herpen. Abbiamo assistito alla femminilità decisa, erotica e mai volgare di Riccardo Tisci per Givenchy, che ha reinventato il bon ton rendendolo attuale e, infine, le citazioni storico-artistiche di Lanvin che, attraverso l’Art-Déco degli anni ’20 unita all’espressione michelangiolesca del “non finito”, ha estasiato il fashion system. Invasi così da una quantità infinita di proposte meravigliose al punto che i nostri occhi, abituati al bello, si trovavano colti da un “beautiful loop”, ma nonostante ciò, a parer mio, sono stati presentati, anche, capi che non vorrei vedere e usare mai, accessori di indubbia comodità e scenografie alquanto insolite; e contrariamente a molte opinioni positive a riguardo io non posso non chiedermi:«Come fate ad approvare e a farvi piacere sempre tutto?!?!».

Iniziamo con gli “abiti armatura” di Yohji Yamamoto, lui che ha sostenuto:«Il mio abbigliamento vi protegge da sguardi indiscreti. La moda non può farvi sexy», lui che ancora non gli chiaro, e in questa collezione più delle altre, che nessuna donna vuole vestirsi indossando un gommone al posto del piumino, nessuna donna vuole giocare a nascondino con i passanti che dividono con lei il marciapiede, ma al contrario ogni donna vuole sentirsi, ed è a suo modo, femminile. Siamo sinceri, noi donne siamo femminili sin da piccoline, anche quando improvvisavamo nel corridoio della nostra casa sfilate con le décolletés e il lungo abito rosso rubato nell’armadio della mamma, inconsciamente abbinato al rossetto fucsia tipico negli anni ’80, ignare che un giorno quel colore shock sarebbe andato di moda con un outfit rosso per un look da star, ma noi star lo eravamo già! Quindi caro Yamamoto, spero non me ne voglia, ma noi donne continueremo a camminare sui nostri tacchi, a strizzare la nostra vita in affusolate gonne a vita alta e a portare lo chiffon sotto la pelliccia in pieno inverno.

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

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Yohji Yamamoto, Fall-Winter 2014/2015

Raf Simons, per Christian Dior, punta e riesce con gli abiti a parlarci di una donna nuova, energica e decisa, una donna sempre elegante in giacche a doppiopetto, femminile avvolta in cappotti dalle maniche lunghe fino al gomito e con abiti da sera dagli spacchi profondi. Una collezione, fin qui, armoniosa e dal chiaro stile Simons che punta sempre alla contemporaneità e al futuro, un’armonia che però vacilla quando osservando il look per esteso mi soffermo sulle scarpe e mi domando:«Perché?! Sì perché quel plateau?!». Mi rendo conto che la moda è essere sempre un passo avanti, unendo la classica Mary Jane alle scarpe da ginnastica con air, ma con quelle décollétes si rischia di essere scambiate per dei Power Rangers o, peggio che ci vada, per aver modificato il plateau con la famosa gomma da masticare Big Babol, sempre per ricordare gli anni ’80.

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

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Christian Dior, Fall-Winter 2014/2015

Alessandro Dell’Acqua nel suo debutto come direttore creativo per Rochas ha realizzato una collezione ricca e ricercata, dalle linee pulite ma dai tessuti preziosi, come il velluto dipinto a mano, la seta, il cashmere e lo chiffon, senza tralasciare le pietre e i cristalli che ornano gli abiti, le pieghe delle gonne e le scarpe. Tutto perfetto e di gran stile fino a quando non si intuisce una partnership con l’azienda leader nel settore della pulizia: la Vileda. Ebbene si, quei lunghi guanti in nappa non sembrano altro che i guanti casalinghi usati per fare le pulizie e per di più proposti in varie nuance, come l’arancione, l’azzurro, il rosa e soprattutto il giallo canarino, cavallo di battaglia dell’azienda dei famosi guanti. Anche tu, caro Alessandro, fai parte di quegli uomini che non abbandonano l’idea che noi donne dobbiamo sempre rassettare?! Prima o poi verrete puniti per questo, sappiatelo.

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

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Rochas, Fall-Winter 2014/2015

E’ cosa risaputa oramai, ogniqualvolta la signora Miuccia Prada realizza una collezione fa tendenza, come le pellicce con visi di donne stampati, chi non ne vorrebbe una?! O pensare di indossare, per il prossimo inverno, quegli abiti trasparenti abbinati a montoni over dai ciuffi di furs in rosso e giallo, che pur facendo tanto semaforo a noi non importa perché ce lo dice Miuccia. A Parigi, sfilando con Miu Miu propone una linea pratica, innovativa, come sempre, dalla forte spinta sporty e dall’esplosione del pvc. Il pvc che ci può anche stare in quanto essendo l’autunno una stagione piovosa non è un danno avere un soprabito di quel materiale, ma ciò che mi perplime sono i booties in pvc trasparente con tacco. Mi permetto di contraddirla cara Miuccia, ma quei booties non rassicurano per bellezza, ma soprattutto per comodità in quanto sappiamo tutti che quando piove l’aria è stracolma di umidità e l’effetto umidità unita al pvc crea quel liquido, naturale sì, ma scivoloso chiamato sudore che non è per nulla fashion. 

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Miu Miu, Fall-Winter 2014/2015

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Miu Miu, Fall-Winter 2014/2015

Nicolas Ghesquière, debuttando come direttore creativo da Louis Vuitton, fortemente voluto dalla figlia di Bernard Arnault, ha proposto linee semplici, rigorose e dal chiaro rimando agli anni ’60, a mio avviso tutto fa respirare un’idea trattenuta, dove si accenna ma non si rischia, ma nonostante ciò non possiamo non dar fiducia alla prima prova di Ghesquière, non possiamo neanche immaginare la grande responsabilità che ha sentito in questi mesi sapendo di dover sostituire il grande Marc Jacobs e prendere sulle sue spalle un marchio storico come LV, anche se un consiglio mi sento di dartelo, caro Nicolas, le borse bauletto che hai proposto, sono belle per i tessuti, per le lavorazioni e per le tonalità dei colori usati ed è risaputo che questo tipo di bag è un must-have ed è perfetta nella sua praticità, ma se le pensi e le realizzi orfane di un manico diventa magicamente scomoda e per nulla riservata, diventando non adatta ad assere aperta, perché appena si accenna il movimento della lampo si apre tutta sbrotolandosi, quindi ridacci indietro il secondo e tanto utile manico, grazie.

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

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Louis Vuitton, Fall-Winter 2014/2015

Infine, non poteva mancare Karl Lagerfeld, che in quanto a incompatibilità siamo secondi solo a Re Giorgio e alla Signora Wintour, ed è altrettanto risaputo e non smetterò mai di dirlo che il mio dissenso è inversamente proporzionato all’adorazione che provo per lui da Fendi. Finché avrò voce e una tastiera su cui scrivere, il mio pensiero su Chanel non sarà mai in linea con la maggior parte dei consensi, veri o finti, che leggerò e che ascolterò. Dopo Jeremy Scott che ha portato Moschino al McDonald’s con la sua fast-fashion, pensavamo di aver visto tutto, e invece, ecco che arriva Karl catapultando tutti in un supermarket, facendo sfilare le modelle in sneakers, quelle che per realizzarle occorrono 30 ore per paio, con cappotti over, dal tweed dall’aria quasi invecchiata e il completo rosa traforato, che con tutta onestà non credo assolutamente che la Signora Coco l’avrebbe mai proposto, come neanche le sneakers, nonostante praticasse la praticità. Quel tutto rigorosamente sporty ma di lusso, modificando e snaturando quello che Chanel è stato, è e sarà nel tempo, cioè sinonimo di stile ed eleganza. Inoltre, ricordo quelle scenografie avveniristiche, come la sfilata per la primavera-estate 2013, dove il Grand Palais di Parigi era invaso da pannelli solari e pale eoliche puntando tutto sul green, oppure la finta galleria d’arte per la sfilata primavera-estate 2014, ora, invece, l’idea di Karl era quella di portare la moda, quindi ciò che è costoso, in un ambiente di tutti i giorni, ma tutto ciò è incongruo perché si sa la moda ci piace e ci cattura proprio perché non è qualche cosa di comune, ma è sogno e scintillio e lo sappiamo tutti che Chanel non si troverà mai su uno scaffale accanto al detersivo e, con molta franchezza, vedere una 2.55 avvolta in un cellofan in una vaschetta a me fa una certa impressione (e mi ha ricordato le magliette della Libreria ArionEritrea a Roma), concludendo caro Karl, dopo questa sfilata hai autorizzato tutte queste squilibrate a “selfizzarsi” all’Esselunga, LIDL e il Simply. Ti sembra giusto?!?! A me, sinceramente, no!!!

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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Chanel, Fall-Winter 2014/2015

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(Immagini: marieclaire.it)

Stella Jean, Cristina Tardito e Alessia Giacobino insieme per Oxfam Italia e Coin a sostegno di Women’s Circle For Change.

E’ un progetto charity dove la moda si unisce alla solidarietà femminile per sostenere le donne dello Sri Lanka e della Palestina. Tre le designer coinvolte da Oxfam Italia che unendosi a Coin sostengono, ancora una volta, il progetto “Women’s Circle for Change“. Stella Jean, Cristina Tardito di Kristina Ti e Alessia Giacobino di Jo No Fui mettendo a disposizione la loro creatività realizzano tre felpe limited edition che da sabato 8 marzo sono presenti negli store Coin al costo minimo di 45€. Il “Women’s Circle for Change” è un progetto di raccolta fondi che ha come scopo ultimo il rispetto dei diritti delle donne e sulle loro capacità di costruire un mondo migliore ed è nata per supportare progetti di sviluppo in Sri Lanka e in Palestina. Grazie all’acquisto di queste felpe si contribuirà ad aiutare le donne dello Sri Lanka e della Palestina; alle prime verranno insegnati i principi di agricoltura biologia e ritorneranno a coltivare i campi nelle zone in cui vivevano prima della guerra, mentre le palestinesi saranno aiutate e motivate nel recupero delle tradizioni artigianali, come il lavoro della lana, in modo che attraverso la vendita si possano garantire una fonte di reddito e quindi l’indipendenza economica.

Il progetto presentato l’8 marzo, a Milano, nello store Coin di Piazza Cinque Giornate è la dimostrazione che la moda, la beneficenza e la solidarietà femminile è sempre attenta e costante, ma soprattutto presente e noi possiamo far parte di questo progetto acquistando un capo must-have con la consapevolezza di essere parte di un gesto nobile.

La felpa, oramai, è diventato un capo versatile da mixare con vari look, come ha fatto Stella Jean che, con il suo inconfondibile tocco, ha unito e giocato con i contrasti abbinandola ad una delle sue gonne. Oppure si può optare per un jeans e tacchi alti, o con una sorprendente gonna di tulle, altrimenti con pants in eco pelle per uno stile più rock. A voi la scelta, ma soprattutto che felpa sia!!!

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La felpa di Stella Jean

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La felpa di Cristina Tardito di Kristina Ti

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La felpa di Alessia Giacobino di Jo No Fui

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La designer Stella Jean

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La designer Alessia Giacobino di Jo No Fui

(Immagini: elle.it)